Le Valli di Comacchio

Patrimonio dell'Unesco: Biosfera Delta del Po

© Francesco Cavallari

© Maurizio Tieghi

Il pescato delle Valli

   Il pescato delle Valli, la cui regina è l’anguilla, è selvatico e viene catturato ancora oggi come vuole la tradizione dei nostri Padri.

  In quest’area ogni anno avviene la migrazione stagionale delle Anguille (Anguilla anguilla), che dal Mar dei Sargassi vi giungono per rimanervi fino a quando, raggiunta la maturità sessuale, vengono spinte dall’istinto a ritornare laddove sono nate per deporvi le uova e morire. Proprio in questo momento, nel periodo tardo-autunnale, quando si ha una concomitanza di tre fattori (buio di luna, vento di bora e alta marea), gli uomini delle Valli abbassano le chiuse. La salinità dell’acqua aumenta e le anguille sono istintivamente spinte verso il mare aperto, ma prima devono passare attraverso il ‘lavoriero’. Il lavoriero è un ingegnoso attrezzo da pesca tradizionale anticamente realizzato in canna palustre che consiste in un susseguirsi di camere concentriche nelle quali vengono catturate le anguille, il lavoriero però ha anche dei passaggi aperti che permettono a parte delle anguille di proseguire il loro viaggio, garantendone così la riproduzione e preservando la specie. Qui ha inizio la marinatura delle Anguille selvatiche.

    Il territorio delle Valli di Comacchio rientra nella “Biosfera Delta del Po”, patrimonio riconosciuto dall’UNESCO. Qui l’instancabile lavoro degli uomini custodisce da secoli una tradizione di gestione ambientale, di pesca e di trasformazione ittica unica e viva ancora oggi. 

    Le Valli di Comacchio sono la più grande zona umida tutelata in Italia, si tratta di un’area protetta di grande valenza naturalistica in cui l’elemento caratterizzante è l’acqua. è un paesaggio vario e mutevole: pinete e foreste allagate si alternano a zone umide d’acqua dolce e salmastra. 

© Elena Fabrizi

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